A TU X TU CON... SAMIR MOUATAMID




Seconda puntata della nostra rubrica ed abbiamo con noi Mouatamid, da cinque anni con i lariani. Partito giocatore di movimento, ha poi trovato la sua giusta collocazione tra i pali. Lo scorso anno è stato autore di un finale di stagione in crescendo e, anche grazie alla sua abilità con i piedi, si è ritagliato sempre più spazio. Sentiamolo.

D: Lo scorso anno la stagione è stata da dimenticare. Hai difeso la porta insieme a Bettiga e Nasatti. Come giudichi le prestazioni dei portieri gialloblu?

R: è stata una stagione complessa. Per noi portieri ancora di più, con tante sconfitte e gol da digerire. Verso la metà della stagione siamo riusciti a fare gruppo ed a ritrovare la forma e nel finale di campionato sono arrivati anche alcuni buoni risultati. Questo anno disastroso ci è comunque servito, ci ha fatto capire quanto ci si possa disunire quando tutto va nel verso sbagliato.

D: Bettiga ha dato l’addio alla squadra e quindi hai sulle spalle ancora più responsabilità. Quali sono le tue impressioni in vista dell’imminente nuovo inizio di stagione?
R: mi dispiace molto che Bettiga abbia smesso di giocare. E’ stato un riferimento per me, soprattutto nei primi allenamenti da portiere. Mi ha sempre consigliato e mi ha sempre fatto migliorare nei miei punti deboli. Quest’anno riparto con più esperienza, mister Cornaggia conta su di me e mi farò trovare presente. A metà agosto inizieremo con coach Menatti un lavoro a parte, solo per noi portieri. Speriamo quindi di arrivare già in forma nelle prime uscite stagionali.

D: Si torna in C2 quindi, cosa vi è mancato lo scorso anno e cosa vi servirà per questa nuova stagione?

R: ci è mancata umiltà. Siamo partiti da vincenti e ci siamo fatti sorprendere da un campionato impegnativo su tutti i fronti. Il gruppo piano piano si è sgretolato, diventando sempre meno costante e meno presente agli allenamenti. Nonostante questo abbiamo chiuso questa difficilissima stagione e ripartiamo con lo stesso gruppo di giocatori, ma soprattutto amici.

D: Un’ultima curiosità: vieni sempre schierato con il n.12. Come mai?

R: La numero uno è il sogni di ogni portiere, sinonimo di portiere titolare. Ho deciso di prendere la 12 perché voglio essere fuori dagli schemi ed essere io con la n.12 davanti al n.1

 

03/08/2018


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